Vita Parrocchiale
LA NOSTRA COMUNITÀ
APPUNTAMENTI DAL 30 MARZO AL 05 APRILE
Lunedì 30 Marzo
08.40 Lodi
09.00 Celebrazione Eucaristica
09.00 – 12.00 Chiesa S. Nicola – Sportello Ascolto Caritas
19.00 – 22.00 Confessioni
Martedì 31 Marzo
08.40 Lodi
09.00 Celebrazione Eucaristica
19.00 – 22.00 Confessioni
Mercoledì 1 Aprile
08.40 Lodi
09.00 Celebrazione Eucaristica
18.30 MESSA CRISMALE
Giovedì 02 Aprile
08.40 Lodi
TRIDUO PASQUALE
18.30 MESSA IN CENA DOMINI
20.00 – 23.00 Adorazione
23.00 VEGLIA DI PREGHIERA
Venerdì 03 Aprile
Giornata per la Terra Santa
09.00 Lodi Mattutine
10.00 – 12.00 Confessioni
17.00 CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE
Segue processione del Cristo Morto e della Madre Dolorosa
Sabato 04 Aprile
09.00 Lodi Mattutine
10.00 – 12.00 Confessioni
PASQUA DEL SIGNORE
23.00 VEGLIA PASQUALE
Domenica 05 Aprile
DOMENICA DI PASQUA
Celebrazioni Eucaristiche
09.00 – 11.00 – 18.30
10.00 CHIESA DI SAN FRANCESCO – CELEBRAZIONE EUCARISTICA
DURANTE LA SETTIMANA OGNUNO, SE VUOLE, PUÒ RILEGGERE LE LETTURE DELLA DOMENICA SUCCESSIVA PER VIVERE AL MEGLIO L’EUCARESTIA DOMENICALE
Triduo Pasquale
C’è un momento fondamentale nella storia dell’uomo e del mondo intero in cui tutto è cambiato: il momento in cui un uomo è uscito vivo dal sepolcro. Da quell’istante la morte non è più stata la parola definitiva sul destino umano ma l’inizio di una nuova esistenza, di una nuova vita, quella vera, inaugurata dall’umile figlio del falegname di Nazareth: Gesù!
I cristiani da duemila anni continuano a celebrare questo evento, ovvero il “mistero pasquale”, nel primo giorno della settimana, chiamato proprio per questa ragione dies Domini, “giorno del Signore”, cioè del Risorto con una scadenza ritmica, cioè con una frequenza settimanale determinata dal susseguirsi delle apparizioni “otto giorni dopo”.
Da questo nucleo germinale e germinante della domenica come “piccola pasqua della settimana” e festa primordiale, ben presto i cristiani hanno cominciato a celebrare il mistero pasquale in modo più solenne in quella “grande domenica dell’anno” chiamata “Pasqua” per antonomasia. Non a caso le norme generali per l’ordinamento dell’anno liturgico affermano che «il sacro Triduo pasquale della Passione e Risurrezione del Signore risplende come il culmine di tutto l’anno liturgico. Quindi la solennità della Pasqua ha nell’anno liturgico la stessa alta dignità che la domenica ha nella settimana» (n. 18).
La particolare importanza che tale “solennità delle solennità” rivestiva nel cuore e nella mente dei cristiani è stata celebrata con un triduo che scandisce in maniera unitaria il triplice contenuto di tale mistero: passione, morte e risurrezione. Ed ancora: è questo il centro della fede cristiana che i fedeli, nel corso della storia, hanno voluto far precedere un periodo di preparazione, la “Quaresima” e far seguire un tempo prolungato di gioia, il “Tempo pasquale”.
Significativa ed eloquente è la riflessione del Papa Paolo VI quando afferma: «se v’è liturgia, che dovrebbe trovarci tutti compresi, attenti, solleciti e uniti per una partecipazione quanto mai degna, pia e amorosa, questa è quella della grande settimana. Per una ragione chiara e profonda: il mistero pasquale, che trova nella Settimana Santa la sua più alta e commossa celebrazione, non è semplicemente un momento dell’anno liturgico; esso è la sorgente di tutte le altre celebrazioni dell’anno liturgico stesso, perché tutte si riferiscono al mistero della nostra redenzione, cioè al mistero pasquale» («Discorso del mercoledì», in Encicliche e Discorsi, Edizioni Paoline, Roma 1966, vol. IX, p. 368).
Pertanto, se il centro della fede cristiana è l’evento della passione, morte e risurrezione del Cristo, il fulcro dell’anno liturgico della Chiesa non può non essere il mistero di Cristo celebrato nella grande settimana, chiamata “santa”. Da esso derivano e ad esso convergono tutte le altre celebrazioni lungo il corso dell’anno, così come da esso promana la forza santificante e santificatrice di tutti i sacramenti e dei sacramentali.
L’evento pasquale celebrato nei tre giorni del triduo costituisce una unità solida in quanto celebrazione del mistero della salvezza che Dio ha voluto attuare nel mondo attraverso il suo Figlio Gesù, attraverso la sua passione, la sua morte e la sua risurrezione.
Dall’unità di visione del mistero pasquale dipende e deriva anche il senso unitario della celebrazione del triduo pasquale che, sia pur dilatata nei tre giorni santi, è sempre celebrazione unitaria, ovvero celebrazione sacramentale della Pasqua del Signore.
I tre giorni, infatti, hanno come denominatore comune l’evento pasquale, per cui la Chiesa celebra il venerdì santo la Pasqua di passione, il sabato santo la Pasqua di sepoltura e la domenica la Pasqua di risurrezione.
Sono gli stessi Padri della Chiesa a trasmetterci tale convinzione: si pensi ad esempio ad Origene quando parla del venerdì come ricordo della passione, del sabato come ricordo della discesa agli inferi e della domenica come ricordo della risurrezione; anche Agostino parla del sacratissimo triduo della crocifissione, della sepoltura e della risurrezione; nella stessa linea si pone il pensiero di Ambrogio quando dice che nel triduo sacro il Cristo ha sofferto, si è riposato ed è risuscitato.
Ogni giorno del Triduo, dunque, richiama l’altro e si apre sull’altro come l’idea della risurrezione suppone quella della morte.
Nucleo gravitazionale dei tre giorni è la veglia pasquale con la celebrazione eucaristica. Infatti, è a partire dall’Eucaristia della veglia che si capisce il Triduo. Dall’unità del mistero pasquale dipende il senso mistico della celebrazione del triduo pasquale.
La Pasqua non è solamente mistero che può essere chiarito dal di fuori o concetto che può essere racchiuso negli angusti spazi dell’intelligenza umana, ma è vita che ha bisogno di una continua e permanente rigenerazione e rianimazione.
Il mistero pasquale possiede una ricchezza interiore che può penetrare solo lo sguardo della fede. È vero che anche nel frammento si trova e si vede il tutto, così come in un pezzo di specchio si può scorgere l’intera immagine di un cielo. Quando si parla della Pasqua, però, ci si accorge che è difficile fare sintesi, penetrare nelle sue profondità spirituali nascoste, esplorarne le ramificazioni teologiche, scandagliarne le diramazioni bibliche. Il mistero va oltre il nostro sguardo, così come lo ha inteso bene S. Efrem quando avverte: «Non avere l’impudenza di voler prendere in un solo colpo ciò che non può essere prelevato se non a più riprese, e non allontanarti da ciò che potresti ricevere solo un po’ alla volta» (Commento sul Diatesseron, I, 19).
A ciascuno di noi, dunque, il compito di proseguire nella scoperta delle immense ricchezze che la liturgia propone per ritus et preces, perché nella nostra vita risuoni energico il canto dell’Alleluia pasquale che Cristo ha intonato per noi con la sua passione, con la sua morte e con la sua risurrezione.
CARITAS PARROCCHIALE
PER DOMENICA 05 APRILE TI CHIEDIAMO SE PUOI DI PORTARE
BISCOTTI
UNA FAMIGLIA PER UNA FAMIGLIA
Aderisci anche tu all’iniziativa “Una Famiglia per una Famiglia”, per sostenere le 181 famiglie per un totale di 587 persone che la Caritas parrocchiale cerca di aiutare.
Puoi aderire versando € 5,00 al mese, per ogni Celebrazione Eucaristica vi è un delegato addetto alla raccolta.
ATTENZIONE AI BISOGNOSI NELL’EUCARESTIA DOMENICALE
Un modo per aiutare la nostra Caritas avendo attenzione per gli ultimi è portare anche qualche alimento che si può depositare nei cesti posti davanti la sacrestia che nelle celebrazioni del sabato e della domenica vengono portati nella processione offertoriale all’altare.
L’offertorio per i poveri durante l’eucarestia è una tradizione antichissima della Chiesa fin dai primi tempi.
DECALOGO PER VIVERE AL MEGLIO LA CELEBRAZIONE EUCARISTICA
- Arriva con 10 minuti di anticipo rispetto all’orario della celebrazione per poterti preparare all’incontro con il Signore.
- Accertati che il cellulare sia spento o in modalità silenziosa.
- Partecipa al canto. Il canto è preghiera.
- Al Credo alle parole “… e per opera dello Spirito Santo…” sei invitato a chinare il capo.
- Nel momento dell’epiclesi, quando il sacerdote stende le mani sulle offerte invocando lo Spirito Santo, sei invitato, se puoi, ad inginocchiarti.
- Il “segno della pace” è un gesto simbolico, basta scambiarlo con le persone che hai accanto, senza lasciare il proprio posto. Cerca soprattutto di avere il cuore “riconciliato”
- Per la Comunione scegli il punto di distribuzione più vicino a te (qualora sei celiaco fallo presente prima della celebrazione per poter consacrare le ostie apposite)
- Durante la Comunione sei invitato a rimanere in piedi, segno di rispetto a Gesù Eucarestia, sino a quando il Santissimo non viene riposto nel tabernacolo.
- Vivi il silenzio interiore sia dopo l’omelia per interiorizzare la Parola di Dio, sia dopo la Comunione per rendere grazie dell’Eucarestia ricevuta
- Finita la celebrazione, lascia il posto solo dopo che il sacerdote sia entrato in sagrestia.
- A cura della Commissione Liturgica Parrocchiale
SE VUOI CONTRIBUIRE AL RESTAURO DELLE OPERE D’ARTE DELLA CATTEDRALE
puoi:
– lasciare la tua offerta nei contenitori appositi collocati vicino le due entrate della Cattedrale
– fare bonifico bancario presso la banca di Credito Cooperativo “G. Toniolo” di San cataldo IBAN: IT46J0895281880000000155626 Intestato A Chiesa Santissimo Salvatore Cattedrale
– Fare una donazione attraverso Paypal con Carta di debito o di Credito.
LAVORI DI RISTRUTTURAZIONE IN CATTEDRALE
E’ iniziato da due settimane un cantiere di ristrutturazione-restauro, finanziato al 70% dall ‘8X1000 della chiesa cattolica, che riguarda:
– La facciata della navata centrale prospicente l’atrio
– Il tetto della casa canonica
– La copertura dei locali del catechismo
– Il restauro interno della sala ottagonale
– La ristrutturazione di tutte le stanze del catechismo
– La ristrutturazione di tutte le sale del pian terreno (Sacrestia, Segreteria, Sala riunioni, ETC.).
IL RESTANTE 30% SARÀ A CARICO DELLA PARROCCHIA
UN SOSTEGNO DA PARTE DEI FEDELI È GRADITO.